Le mostre di Futura_FDM

18

luglio

Venerdì si inaugurano le tre mostre di Futura

Le mostre di Futura portano alla scoperta del passato della città e omaggiano uno dei suoi figli più famosi: Annibal Caro, il “Marchigiano e di piccola terra” – come lo definì Giacomo Leopardi. Tra gli appuntamenti per le celebrazioni dei 450 anni dalla morte del letterato, patrocinati e finanziati dal Comune, Assessorato alla Cultura-Turismo, e dai Teatri di Civitanova, la mostra storico-artistica e multimediale Sotto il segno di Caro è la summa di quanto su Annibal Caro è stato ricercato. “Ha un compito pedagogico per tutti i cittadini – afferma il sindaco Tommaso Corvatta durante la presentazione odierna, svolta in Comune insieme al direttore artistico Gino Troli, alla presidente TDiC Rosetta Martellini e ai curatori Enrica Bruni, Marco Pipponzi, Massimo Angelucci Cominazzini e Matteo Luzi – . Serve per riscoprire una personalità storica, molto importante per noi”.

Il percorso espositivo, oltre alla selezione di testi antichi e opere d’arte, si avvale della multimedialità che, in maniera polivalente con proiezioni video, scenograficamente mostra un Annibal Caro come mai prima si è fatto. “È stato pensato per coinvolgere anche le nuove generazioni – dichiara Troli – utilizzando la multimedialità”. In questo modo, i visitatori, più o meno esperti, vengono coinvolti alla scoperta e alla riscoperta del letterato, del commediografo, del traduttore, dell’iconografo letterato, spirito geniale, tra le figure di spicco del Rinascimento italiano.

La mostra, allestita nell’Auditorium di S. Agostino di Civitanova Marche Alta fino al 20 novembre, è curata dalla Pinacoteca civica “Marco Moretti”, con il direttore Enrica Bruni, Stefano Papetti, Massimo Angelucci Cominazzini e Marco Pipponzi, esecutore del progetto espositivo. “Vedrete un’esposizione – annuncia la Bruni – senza un quadro appeso, sarà una vera sorpresa”. L’ingresso ha un costo di 3 euro. “Come lo scorso anno – dice Martellini – l’incasso contribuirà all’acquisto della tela Annibal Caro e la speranza di Arnoldo Ciarrocchi, per una sorta di azionariato popolare: chi visita la mostra sa che partecipa all’incremento del patrimonio pubblico”.

La seconda mostra di Futura è intitolata Barbiana e la scuola. La parola fa eguale. Questa narrazione fotografica è un piccolo estratto di quello che fu la scuola di Barbiana, animata da don Lorenzo Milani e dalle decine di ragazzi e ragazze che l’hanno frequentata, tra il 1956 e il 1968, anno in cui si sciolse, dopo la morte del priore. Le fotografie della mostra raccontano la storia di un nuovo modo di fare scuola, quella “costruita” da don Lorenzo Milani a Barbiana, la piccola località del Mugello, in provincia di Firenze. Le immagini esposte ricostruiscono le vicende di quella scuola speciale attiva 365 giorni all’anno, nata con lo scopo di dare un futuro a tanti ragazzi, figli di contadini ed emarginati, per far capire loro l’importanza dello studio che emancipa e crea un tutt’uno tra istruzione e vita.

La mostra fa parte di un progetto della Fondazione Don Lorenzo Milani, a cura di Sandra Gesualdi – direttore scientifico della FDLM – e di Pamela Giorgi – ricercatrice dell’Indire – dedicato proprio alla figura del sacerdote e alla scuola da lui fondata nel 1954. Le fotografie, che provengono dall’archivio della Fondazione Don Lorenzo Milani, sono in bianco e nero e d’epoca.

Ospitata all’interno di Futura, presso la sacrestia di S. Francesco, anche la mostra di Matteo Luzi. Intitolata Sangue sacro, riflette sull’iconografia religiosa non in quanto tale, cioè con i valori religiosi ad essa intrinsechi, ma per il valore che l’immagine acquisisce per ognuno di noi a prescindere dal proprio credo. Le icone religiose sono immagini che costituiscono parte integrante della nostra cultura e che innescano meccanismi diversi in ognuno di noi fino ad un’analisi sulla nostra esistenza.

Le mostre saranno inaugurate venerdì 22 luglio, giorno del debutto del Festival, alle 19. Durante al Festival sarà anche disponibile un nuovo profumo, Alma, in omaggio a Caro, realizzato da Mauro Malatini.