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luglio

Civitanova ascolta la lezione di David Grossman

“È il libro che sceglie di leggerti, non sei tu che leggi il libro”. Pacato, paziente, profondo. Con David Grossman, la grande letteratura internazionale fa tappa a Futura. È l’autore israeliano che ha chiuso fra “applausi a scena piena” e non “vuota” (il titolo del suo ultimo romanzo) il primo week end del Festival diretto da Gino Troli. Lo scrittore è giunto da Tel Aviv appositamente per la manifestazione civitanovese, unica presenza in Europa durante l’estate. Un pubblico eterogeneo da tutta la Regione è accorso per ascoltare la saggezza, l’ironia e la profondità di un uomo, testimone del suo tempo, capace di raccontare e raccontarsi attraverso le parole. 

Tradotto magistralmente da Paolo Maria Noseda, interprete di “Che tempo che fa”, Grossman si è dimostrato generoso nel donarsi al pubblico, regalando anche un momento lirico di grande atmosfera, leggendo in ebraico una parte del suo libro: “non credo che in questa piazza si abbia avuto spesso l’occasione di una lettura in ebraico”. E la platea ascolta in un silenzio quasi religioso. Due ore di racconto con l’intervista di Filippo La Porta che porta l’autore a parlare del legame fra comico e tragico, della situazione politica fra Israele e Palestina (“Ci vuole coraggio per cambiare le cose, ma non lo vedo nei nostri leader”), sulla lingua ebraica, sulla lettura e perfino sulle barzellette. “C’è sempre un legame fra comico e tragico – commenta Grossman chiamato a parlare del suo ultimo libro che ha come protagonista un comico di stand up comedy – è quel qualcosa che ci tocca e che ci fa capire della nostra vita ciò che ci era rimasto nascosto fino a quel momento. Nella maggior parte dei casi capita di vivere una tragedia, lo è certamente la Shoa, ma anche situazione più private. Tuttavia gli esseri umani, pure in situazioni tragiche riescono a ritrovare la capacità di sorridere. Non si lasciano soggiogare dalla tragedia e non lasciano che la tragedia li definisca come esseri umani”. 

Profondo anche il suo legame con la lingua ebraica: “sono felice di leggere in questa piazza la lingua ebraica, suppongo sia raro che riecheggi per queste vie. È una lingua antica più di 4000 anni”.  E infine il rapporto con la lettura: “quando mi piace un libro è come se trovassi un luogo dove ho sempre voglia di tornarci. Sospendere la lettura è come aver lasciato un luogo verso il quale vuoi tornare, come se i personaggi chiedessero a te di ricondurli alla vita. Un buon libro ti legge e riesce a dare un nome a quelle intime cellule di noi che sono mute”. Un invito alla lettura che è stato colto dai presenti, in fila per un’ora per acquistare una copia dell’ultimo romanzo o per farsi un autografo e una foto con lo scrittore.

Gli appuntamenti di Futura riprendono mercoledì 29 luglio, restano aperte tutti i giorni, dalle 18, le tre mostre a San Francesco e Sant’Agostino.