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maggio

Sempre meno lettori in Italia

Il 23 aprile è stata la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Una festa nata per incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità. Una giornata che in Italia rischia di passare in secondo piano. Infatti, nonostante manifestazioni importanti come la Fiera del libro di Torino o di Roma, siamo nel Paese dove i lettori sono sempre meno, e a noi di Futura, questo dato ci preoccupa. Leggendo una notizia Ansa di pochi giorni fa riferita all’indagine Istat, in Italia, risultano esserci 4.300.000 di lettori di libri in meno rispetto al 2010.

Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione, la stessa quota che era stata toccata nel 2000.

Dall’indagine viene fuori anche un identikit dei non lettori che sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine. Tra gli uomini dai 25 ai 74 anni si attestano sul 62-66% e arrivano al 72,9% nella fascia dai 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra 11 e 24 anni le non lettrici sono il 38-42% e dai 25 anni la quota inizia a crescere, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni.

Molto importante è il ruolo della famiglia per apprendere l’abitudine alla lettura. Tra i bambini, l’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%). Da non trascurare che si legge meno andando avanti con gli anni e spesso non legge chi ha un basso livello di istruzione.

I “lettori” forti risultano essere tra gli 11 e i 14 anni e tra 55 e 74 anni: sono coloro che hanno letto almeno un libro al mese e rappresentano il 5,7%.